Unità Operativa di ANESTESIA e RIANIMAZIONE

HOME
- Anestesia in Liguria
Chi siamo
- Anestesia
- Ter.Dolore Cure Palliative
- Anes.Cardiochirurgica
- Pronto Soccorso
Il Pianeta ANESTESIA
- L'Anestesia nella storia
- Chi è l'Anestesista
- L'Anestesia Generale
- L'anestesia Locoregionale
- In sala operatoria...
- L'Ambulatorio
PROBLEMI PERIOPERATORI
Con chi collaboriamo
Per contattarci
Links
onde


L'ANESTESIA GENERALE

an_generale             In tale tecnica (che la gente comune chiama spesso "la Totale..."), il paziente viene addormentato e resta privo di coscienza per tutto il tempo dell’intervento, ottenendo anche l'analgesia (non si percepisce dolore), l'amnesia (non si ricorda nulla dell'evento chirurgico) ed un temporaneo rilasciamento totale dei muscoli, a causa del quale il paziente deve essere assistito anche nella respirazione.
             La fase di induzione dell’anestesia generale segna il passaggio dallo stato di vigilanza alla perdita di conoscenza e si ottiene comunemente somministrando al paziente, per via endovenosa, farmaci come il tiopentale od il propofol, dotati di rapidissima, anche se fugace, azione ipnotica.
Per il mantenimento dello stato di anestesia le tecniche possono variare.
             Nell’anestesia inalatoria infatti si somministrano anestetici sotto forma di gas o vapori che, una volta inalati, attraverso gli alveoli polmonari raggiungono la corrente sanguigna e tramite essa il tessuto cerebrale, mantenendo lo stato di anestesia. Naturalmente gli anestetici seguono anche la via inversa: dal tessuto nervoso tornano al sangue, al polmone, e da qui vengono espirati all’esterno.
            Nell’anestesia endovenosa invece si continuano ad iniettare dosi opportune di farmaci anestetici (ipnotici, analgesici) per tutto il tempo necessario, per bilanciarne in tal modo la quantità nel frattempo eliminata da parte dell'organismo. Col cessare della somministrazione, la circolazione sanguigna rimuoverà gli anestetici dai tessuti e li porterà agli organi che li elimineranno, ottenendo la cessazione dell'anestesia.
In ambedue i casi si impiegano anche farmaci miorilassanti e.v. ( curarici ), che bloccano temporaneamente la trasmissione degli impulsi nervosi a livello della placca neuromuscolare, causando la completa paralisi del soggetto, allo scopo di la massima esposizione del campo operatorio.
             La profondità dell'anestesia può essere modificata aumentando o diminuendo la quantità dei farmaci somministrati.
            Quando la procedura chirurgica si avvicina al termine,inizia la fase di risveglio, durante la quale l'anestesista riduce progressivamente la profondità dell'anestesia, sospendendo la somministrazione degli anestetici inalatori, che vengono via via eliminati attraverso l’apparato respiratorio, e/o di quelli endovenosi, che vengono metabolizzati dall’organismo o escreti attraverso le urine. L'eliminazione dei farmaci anestetici dall'organismo provoca in breve tempo il risveglio, e con esso il recupero dello stato di coscienza e la completa autonomia.
            In genere si preferisce ricorrere alla cosiddetta anestesia bilanciata mista, che consiste nell’impiego di diversi farmaci, ciascuno dei quali specificamente attivo per un determinato effetto, con il vantaggio di sfruttarne il sinergismo e il potenziamento reciproco impiegando le minime dosi sufficienti di ogni singolo farmaco, cosa che ne facilita l’eliminazione.


COSA AVVIENE IN SALA OPERATORIA

- prima…
preparazione             Nella sala di preparazione, attigua alla sala operatoria vera e propria, l’Anestesista e l'Infermiera di Anestesia si prendono cura del paziente e gli staranno accanto fino alla momento del suo rientro in camera. Generalmente, il primo atto medico sarà l'introduzione in una vena del braccio di un ago (o cannula) attraverso cui poter somministrare i farmaci e le soluzioni necessarie a mantenere stabili le condizioni dell’organismo durante le procedure chirugiche. In questa fase possono essere somministrati antibiotici e/o farmaci di preparazione all'anestesia ( in genere sedativi o antiallergici ).
            Si passa quindi in sala operatoria, ove vengono connessi i vari collegamenti dei monitoraggi che per tutta la durata dell’intervento controlleranno i parametri vitali del paziente ( normalmente pressione arteriosa, elettrocardiogramma, ossigenazione del sangue, atti respiratori, eliminazione dell’anidride carbonica. Ma in particolari chirurgie anche temperatura corporea, diuresi, profondità dell’anestesia, elettroencefalogramma, ecc ), segnalandone ogni anomalia.
             E finalmente…si parte, secondo la metodica anestesiologica scelta. E l’atto chirurgico può iniziare.

- durante…
monitoraggio             Per la maggior parte degli interventi eseguiti in anestesia generale, mentre il paziente dorme l'Anestesista ne controllerà, manualmente o a mezzo di ventilazione meccanica, anche la respirazione: applicherà per questo una maschera facciale o laringea, oppure posizionerà, con l'ausilio di uno strumento chiamato "laringoscopio", un particolare tubo nella trachea. Si posizioneranno anche, quando occorrano, catetere vescicale e sondino nasogastrico, tutte manovre che non vengono percepite dal Paziente
            Per l’anestesia locoregionale le cose sono più semplici, e normalmente si provvede soltanto alla sorveglianza dei parametri vitali, limitando gli interventi farmacologici ad una leggera sedazione o ad un po’ d’ossigenoterapia. Solo nella malaugurata ( ed assai remota !) ipotesi che l’anestesia locale non sia sufficiente, si ricorrerà all’impiego di sedativi, antidolorifici o (extrema ratio) anestetici generali, pur di permettere la felice conclusione dell’intervento con il massimo di comfort per il paziente.
            Poco prima della conclusione dell’intervento si porranno in atto i presidi più adatti ad assicurare l’analgesia anche nel post-operatorio, durante il quale verranno continuati i protocolli antalgici già iniziati in sala operatoria.

- dopo...
risveglio             Una volta avvenuto il risveglio, il paziente ritorna in reparto oppure può essere tenuto in osservazione in un'area detta “post-operatorio” finchè l'Anestesista non ritenga le sue condizioni idonee alla dimissione dal blocco operatorio.
             Nessun allarme se non si ricorda nulla dell’ intervento: dopo un’anestesia generale od una sedazione medio/profonda è del tutto normale un'amnesia degli eventi perioperatori...

CREDITS copyright 2004 Ospedale San Martino - note legali - webmaster
l.go R. Benzi 10 - 16132 Genova Tel.010/5551 U.R.P.: 010/5554300 P.I.:03483570101
w3c logo