Unità Operativa di ANESTESIA e RIANIMAZIONE

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G. Bellucci ( Professore Emerito dell’Università di Siena ):
Lettura inaugurale al 58° Congresso S.I.A.A.R.T.I. - Genova 27 / 30 ottobre 2004 -

"L’Anestesiologia ligure"

       L’attuale è il secondo congresso nazionale SIAARTI che Genova ospita.
Il precedente, il ventisettesimo nazionale, si tenne dal 18 al 20 aprile 1975, richiesto ed organizzato da Angelo Domenico Cattaneo, presidente SIAR dal 1972 al 1974, coadiuvato dal Prof. Giancarlo Minola, dell’Ass. Ligure Anestesisti Rianimatori Osp. ( ALARO )
       In quella occasione il Cattaneo fu relatore per:
“L’esplorazione funzionale del cervello nel coma” e chi vi parla, insieme ai Colleghi A. Di Massa e R. Biancotti, lo fu per “Patologia professionale anestesiologica”, tematica che ebbe, se non altro, il merito di promuovere il risanamento delle sale operatorie e la concessione di una settimana aggiuntiva di ferie per gli Anestesisti italiani...
Fu un congresso assai spartano, secondo l’indirizzo che Cattaneo aveva voluto promuovere: “Nulla chiediamo e nulla vi offriremo!” cui, personalmente, volli aggiungere “ se non la nostra calda amicizia”!
       In questa occasione mi è stato conferito l’ambito incarico di tenere la lettura inaugurale sull’Anestesiologia in Liguria. Per tempo mi ero premurato di preparare una bozza, dopo avere effettuate le, per me, possibili ricerche. La sorte avversa ha fatto sì che questo materiale, sia andato obliato per cui l’attuale stesura risente, purtroppo, di possibili miglioramenti ed ampliamenti. Chiedo per ciò venia.


Le Caravelle di Colombo        Sono certo che vorreste chiedermi come si faceva 1’ anestesia nelle flotte della Repubblica o sulle caravelle di Cristoforo Colombo... Spiacente dovervi deludere, perché nulla ho trovato in proposito, e ciò mi fa pensare che si procedesse secondo le abitudini dell’epoca: acquavite, un pezzo di cuoio da stringere fra i denti o forse anche un sigaro e, cioè, una supposta rettale di tabacco che poteva scatenare un opportuno coma nicotinico. Qualcosa emerge nel campo della rianimazione, ovviamente per “le persone lungamente sommerse, o cavate dall’acqua con ogni mortale apparenza, le quali poi ritorneranno in vita, o spontaneamente, o per alcun casuale, ovvero artifiziale soccorso", come si esprimono i Conservatori di Sanità della Serenissima Repubblica di Genova in un loro documento titolato: “Sommersi. Loro cure e soccorsi “, del 27 Agosto del 1770, curato dal Cancelliere Geronimo Assereto.
       In esso si codifica, con estrema chiarezza, la necessità di “ravvivare il moto del polmone introducendovi dell’aria nuova per mezzo della cosiddetta insuffiazione”.
Con estrema chiarezza vengono descritte tre metodiche per realizzarla ed, in primo luogo, il bocca a bocca suggerendo, con estrema cortesia, di ”aromatizzare il nostro fiato per renderlo più attivo, si masticherà qualche droga come garoffani, o cannella, o noce moscata”.
Interessante la costante raccomandazione di tenere ben chiuse le narici dell’infortunato al fine di evitare fughe d’aria. È possibile anche insufflare attraverso “un cannello introdotto in un taglio fatto nella Trachea con quella operazione, che da' Chirurghi si chiama Trachettomia
       Segue anche l’avvertimento che tale intervento, come pure l’incisione delle giugulari, a fini di salasso, ” dovranno essere deliberate ed eseguite unicamente dà Medici e dà Chirurghi”
Non poteva mancare fra i rimedi la tradizionale insufflazione rettale con fumo di tabacco e la minaccia di provvedimenti contro quei Medici che, se chiamati, “avranno il debito di prontamente senza alcun ritardo accorrere”. La data di stampa, 1770, pone il documento in posizione di avanguardia fra quanto pubblicato in Italia e, soprattutto, all’estero non tanto per l’argomento, quanto per la descrizione del bocca a bocca.

       In effetti qualcosa di analogo verrà scritto da Antonio De Haen (1704-1776), primo medico della regina Maria Teresa d’ Austria, che l’anno successivo pubblicherà l’opera “Ratio Medendi” , in più volumi nel primo dei quali descriverà ben 27 metodi di risuscitation fra i quali, appunto, il bocca a bocca: “. . .aeris sive ipso ore in os submersi,sive ope tubae, in tracheam inspiratio". La riscoperta di questo documento, presente nella civica biblioteca Berio di Genova, che ringrazio per la cortesissima collaborazione, sembra doversi attribuire alla nostra collega Prof: M. Pantaleoni, attenta ricercatrice di eventi storici.

La lapide di Monte Suello        Ed a proposito di questi dovrei anche ricordare, per una certa attinenza alla terapia antalgica, l’iter doloroso di Giuseppe Garibaldi durante la sua degenza nella fortezza del Varignano, a La Spezia, per la ferita, con ritenzione di palla, riportata nell’Aspromonte. Il proiettile, dopo lunghe incertezze ed esitazioni, verrà estratto, non a Genova, ma bensì a Pisa, ad opera del Clinico Chirurgo, Prof. Zanetti.
       Per quanto attiene l’Anestesia generale è opportuno ricordare come il 10 febbraio 1847 sia stata effettuata una orchiectomia in anestesia eterea presso 1’ ospedale di Nizza che, già Marchesato del Regno sabaudo, era stata assegnata alla Francia a seguito del trattato, seguito all’ armistizio di Cherasco. Tuttavia, in quegli anni, continuava costituire una sorta di appendice della Liguria, assolvendo la funzione di ponte di congiunzione con la Francia.
       All’epoca della grande scoperta della anestesia generale eterea, anche la Liguria faceva parte del Regno sabaudo. Probabilmente, a seguito delle notizie pervenute da Pavia, ove Luigi Porta aveva lanciato il “metodo italiano" di far inalare i vapori liberatisi dalla immissione di ”... uno o due scrupoli di etere purissimo” in una vescica di maiale, applicata alle labbra ( 10 febbraio 1847 ), o quelle di Torino ove il Riberi, il 29 gennaio, aveva tentato, con discutibile successo, mediante una bottiglia di Wolf, e alcuni giorni dopo, con felice esito, una amputazione “parendo agire gli strumenti sopra cadavere
       Ed ancora, sempre da Torino, le comunicazioni di Pertusio sulla amputazione di un braccio mediante un apparecchio di Morton modificato, nonché quelle di Fenoglio e Bruno, che diventeranno i propugnation di tale tecnica di anestesia.
       Opportuno ricordare, anche, come Morton avesse inviato a tutti i regnanti europei un esemplare del suo apparecchio e come Carlo Alberto lo avesse, per la sua scoperta, nominato Cavaliere.
       Dopo l’esempio di Voghera, ove vengono,il 19 maggio, aperti ascessi, operato un idrocele ed una fistola lacrimale, con la solennità conferita dalla presenza dei membri della Giunta degli Spedali, presieduta dal Marchese Durazzo, e della Deputazione agli Studi della Regia Università, rappresentata dal Prof. Antonio Carrega, viene sottoposto ad una “Resezione della mascella inferiore con metà della lingua per cancro glosso-mascel1are, premessa con successo la eterizzazione” , Jacopo Picasso. Dell’avvenimento sarà relatore il Dr. Cardinale, che trae dall’avvenimento sei importanti, per l’epoca, considerazioni, sulla Gazzetta di Genova del 29 Maggio 1847.

       L’Erede, che si definisce medico assistente e cloroformizzatore dell’Ospedale Galliera, effettua nel 1895 una comunicazione al Congresso Sanitario di quell’ospedale, dal titolo : “ Sulla cloronarcosi ” con la quale dà notizia di avere seguito 1500 anestesie senza alcun incidente.
Descrive, tuttavia, tre casi di arresto cardiaco, avvenuti a distanza di molti giorni. Interessante rilevare come, tra le tecniche Di rianimazione, prescriva la respirazione artificiale col metodo di Pacini, integrata da flagellazioni del torace e del volto con salvietta imbevuta di acqua fredda.
Descrive, anche, il sistema della iperestensione della colonna cervicale e dell’avanzamento della mandibola.
       È dell’anno successivo una comunicazione al secondo Congresso Medico Regionale Ligure, tenutosi in San Remo, nella quale descrive un suo apparecchio per portare le soluzioni cocainiche alla temperatura di 60 gradi, che giudica ottimale per ottenere la migliore analgesia locale.

       Capurro M. e N .Vallaro, che si definisce narcotizzatore dell’ Ospedale Civile di Genova, pubblicano, nel 1911, a cura dell’Editore Vallardi, un aureo libretto su: “La etero e cloronarcosi, studio clinico e comparativo” dal quale apprendiamo come, prima della narcosi, si procedesse ad una ultima ripulitura: “... il paziente prende il bagno, è rasato, insaponato, strofinato con etere e alcool” e deve “... ricevere un’ ora prima dell’operazione un clistere di the forte, vino rosso, cognac, a gr.50 con cinque-sei gocce di tintura di oppio (se necessario due clisteri), nei bambini senza cognac e oppio “.
Si chiede poi: “ Chi deve narcotizzare? Quando sia possibile, un medico sperimentato nell’arte della narcosi; ma se non si può, una suora istruita al riguardo, e convenientemente sorvegliata”
       L’operando, poi, deve stare: “...avvolto in panni caldi (sterilizzati) e su di una tavola operatoria riscaldabile, e in mancanza di questa su di un cuscino di gomma ripieno di acqua calda.” Raccomandano anche essi che la testa venga ripiegata sempre più verso l’indietro fino, addirittura, portare il piano della faccia perpendicolare al terreno.
Tra le possibili misure di rianimazione da tener pronto per ogni evenienza: “ 1°) il divaricatore boccale di Heister, la pinza della lingua. di Rosenschieber, una bacinella ed un panno per il vomito eventuale; 2°) per combattere un eventuale collasso da emorragia: olio canforato con siringa di Pravaz, soluzione di cognac (secondo Poncet):2 parti di cognac, una parte di acqua per iniezioni sottocutanee alla dose di 40-50 gr.; soluzione di cloruro sodico al 5 % , gr. 200... Tutte le siringhe di cui si abbia eventualmente bisogno devono essere provate prima; lo stesso dicasi per la borsa di ossigeno di Schede.”        Fra le cure “postiche” e cioè post operatorie, le seguenti raccomandazioni: “il paziente viene portato nella sua camera con la testa tenuta bassa, su di una barella riscaldata, sotto sorveglianza di un medico - polmonite da aspirazione per trasporto mal fatto -. vien posto in un letto riscaldato e dorme con la finestra aperta.”

       Dopo l’etere ed il cloroformio, che saranno presenti nel Corpo di spedizione inviato in Crimea, è costante la ricerca di nuovi anestetici inalatori, privi di effetti negativi e, in particolare, non sgradevoli ed irritanti da inalare, come l’etere, privi della funesta tossicità del cloroformio. Si pensa e si prova l’etilene. Per assicurare un costante rifornimento, presso la Clinica Chirurgica dell’ Università di Roma viene installato un apparecchio, realizzato dall’ Istituto di Chimica Industriale della stessa Università, in grado di prepararne 200 litri per volta al costo di 5 lire.
L’apparecchio di anestesia, idoneo alla bisogna, è il De Marest o il Gwathemey -Foregger.
       Tale esempio verrà seguito dalle Cliniche Chirurgiche dell’Università di Genova e di Milano, intorno al 1920. Purtroppo l’eco di gravi esplosioni, verificatesi negli Stati Uniti d’ America, pone fine a questi promettenti esperimenti.
       Successivi contributi di un certo rilievo sono quelli pubblicati sul Policlinico, sezione chirurgica, nel 1929, da M.Giannotti e O.Uffreduzzi dal titolo: “Considerazioni generali sulla narcosi con gas e presentazione di un nuovo apparecchio” ed, ancora, di B. Schiassi su “La scienza della narcosi considerata in Clinica” del 1931.

       È del 1934 un contributo di A.Bronzini, noto otorinolaringoiatra dell’Ospedale de La Spezia, su: “L’Anestesia con l’urea ed il chinino nella tonsillectomia “ che infiltra con una soluzione composta da Novocaina, chinino ed urea (a a. gr. 0,35), con la quale ottiene una analgesia che si protrae per alcuni giorni.

       Tra gli eventi importanti per l’Anestesiologia italiana, che aspira a divenire una branca indipendente della Chirurgia, che aveva codificato, per la formazione del chirurgo, un primo periodo di apprendistato in anestesia, è da ricordare la fondazione in Roma, il 24 settembre 1934, della Società Italiana di Anestesia e di Analgesia (SIAA), ad opera di un Comitato promotore, costituito dai Prof.ri Alessandri, Dogliotti, Tusini ed Uffreduzzi.
       Interessante rilevare, dai verbali, come, in quella occasione, si fossero delineati due distinti schieramenti: quello fautore della costituzione di una “ Sezione” specifica nell’ambito della Società Italiana di Chirurgia e quello di una ”Società” del tutto indipendente ed è a favore di questo orientamento, che risulterà vincente, che si schiererà il genovese Tusini che entrerà a far parte del Comitato provvisorio di Presidenza. Sono altresì soci ordinari F. Rebaudi di Pietraligure e F. Sanvenero di Savona.

       Il primo ligure che entra a far parte del Consiglio della stessa è Torquato Cavallini per il biennio 1966-68 (lo sarà nuovamente nel 1982-84), seguiranno Giovanni Muzzulini (1968-70), e Carlo Ebbli (1978-80), mentre Angelo Domenico Cattaneo sarà Presidente per il biennio 1972-74. Seguiranno Janco Zattoni (1994-97). Claudio Launo (1997-2000).
Consiglieri SIAR/SIARTI :
       A.D.Cattaneo 66; 70-72
       T.Cavallini 66-68; 82-84
       L.Muzzulini 68-70
       L.Balestra 77-78
       C.Ebbli 79-80
       C.Launo 85-86; 92-94; 98-2000; 04....
       L.Giuliani 88-90.
       J. Zattoni 95-97; 01-03

       Giovanni Muzzulini fu il primo maestro degli anestesisti liguri ed il punto di riferimento regionale tale che nella primavera del 1954 costituì la Associazione Liguere Medici Anestesisti di cui fu naturalmente nominato Presidente. L’ALMA successivamente aggiunse una R alla sua sigla ( A.L.M.A.R.) per confermare l’interesse ed il diritto degli Anestesisti ad interessarsi, organizzare e prestare l’assistenza rianimatoria.
       Egli era assistente effettivo della Clinica Chirurgica di Genova ed era stato nominato capo del servizio di anestesia della stessa Clinica Dall’anno accademico 11956/57 Muzzulini insegnò nella Scuola di Specializzazione in Anestesiologia dell’Università di Genova fondata e diretta dal Prof, Agrifoglio.
       L’impegno anestesiologico completo e giustififcato Giovanni Muzzulini lo confermò conseguendo nel 1956 la Libera Docenza in Anestesiologia per essere poi nominato Professore Incaricato alla Cattedra di Anestesiologia dell’Università di Genova nel dicembre 1962. Al prof. Muzzulini nel 1963 succede nell’incarico il prof. Angelo Domenico Cattaneo che nel 1969 diventò Ordinario e tale rimase fino alla scadenza per limiti di età nel 1997. A lui succede il prof. Janco Zattoni e nel 2004 la prof.ssa Clelia Siani.

       Il primo, o fra i primi anestesisti ospedalieri di ruolo genovesi, è da ricordare Luciano Balestra, vincitore nel 1958, di pubblico concorso per assistente e, quindi, nel 1962, per Aiuto dirigente del Servizio di Anestesia presso l’Ospedale San Martino, ove apre il primo Centro di Rianimazione della Liguria e condurrà una lunga e feconda carriera primariale, durante la quale realizzerà anche il primo Centro Antiveleni ligure e sperimenterà un primo tentativo di gestione informatizzata della Rianimazione.
Il Servizio di Anestesia e Rianimazione diretto dal Prof. Balestra arriverà a coprire tutte le Chirurgie del S.Martino, arrivando a percorrere i primi passi della nascente Chirurgia dei Trapianti, con la quale poi il Servizio continuerà a collaborare con l’osservazione e preparazione dei donatori multiorgano. Prima di concludere la sua luminosa carriera, vivrà in prima persona la ristrutturazione dell’Anestesiologia Ospedaliera, in base alla quale nasceranno gli altri Servizi di Anestesia, i cui Primari saranno i suoi Aiuti prof. A.Amici, Prof. Emanuele Zunino e Prof. Franco Henriquet, che sarà il primo Primario Ospedaliero Italiano di Anestesia e Rianimazione Cardiochirurgica, nonchè il fondatore dell'"Associazione Gigi Ghirotti per la cura del dolore oncologico e cure palliative"; mentre il Prof. G.C.Mereto, altro suo Aiuto, sarà il primo Primario Anestesista dell’Istituto Tumori.        Al professor Amici succederanno il dott Luciano Tognoni e poi il dott. Claudio Baldini; al professor E.Zunino succederanno il dott Franco Bobbio Pallavicini, proveniente dall’Ospedale di La Spezia, e , per il Pronto Soccorso, il dott. G.Filippucci.

Osp.        Giancarlo Minola è, indubbiamente, un altro protagonista dell’ Anestesiologia ligure. Egli alterna la sua attività sindacale nell’ALARO e nell’AAROI a quella scientifica ed a quella clinica, con una brillante attività presso il prestigioso Ospedale Galliera ove organizza, unitamente ad Antonio Bertieri, un efficiente Reparto di Rianimazione.

       Presso gli stessi Ospedali presta servizio dal 1971 Pasquale De Bellis, dapprima come Assistente, quindi Aiuto ( del prof. Minola ) e dal 1988 quale Primario del Servizio di Anestesia e Rianimazione Pediatrica; successivamente, dal 1990, quale Primario del 1° Servizio, del Centro di Rianimazione, del Laboratorio di Fisiopatologia Respiratoria applicata e dell’Ambulatorio di Terapia del dolore e Cure Palliative. Dal 2001 egli è stato chiamato, quale Direttore della U.O.A. dell’Ospedale San Martino e Cliniche Universitarie convenzionate, che comprende l’Anestesia del Monoblocco Acuti, la Cardioanestesia / Cardiorianimazione, ed il Centro Terapia del Dolore Oncologico e Cure Palliative, nonchè il Pronto Soccorso.
      Nel contempo insegna, quale Professore a contratto, presso alcune Scuole di Specializzazione universitarie.
Oltrechè membro di numerose Società scientifiche, è dal 1992 Presidente regionale della Liguria e Consigliere Nazionale dell’AAROI.


Dal Gennaio 2010 la Direzione dell'Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione è stata affidata al Dott. Angelo Gratarola proveniente dall'Azienda Ospedaliera-Universitaria di Novara.        Sono, altresì, da menzionare i molti Colleghi che hanno diretto, con grande impegno e successo,in questo periodo, i Servizi di Anestesia degli Ospedali della Liguria.

Stemma        Partendo dalla provincia di La Spezia, mi limiterò a ricordare E. T.Cavallini, da sempre all’ Ospedale Sant’Andrea di La Spezia, ove ha superato tutte le tappe della carriera ospedaliera, organizzando anche uno dei primi e più quotati centri di Terapia Antalgica ed un Centro Antiveleni, oltre a quelli di Rianimazione e Terapia Intensiva. Libero docente nella Specialità ha anche ricoperto insegnamenti presso la Scuola di Specializzazione dell’ Università di Siena ed organizzato riuscitissimi congressi. A lui succederanno F. Bobbio Pallavicini e F. Nicosia.
       A Sarzana è Primario il suo ex-Aiuto, Luigi Giuliani, che succede al dott. Angelo Berti. All’Ospedale di Levanto fu Primario la d.ssa M.Marra Bogi.

Stemma di Savona        Nella provincia di Savona : nell’ Ospedale San Paolo del capoluogo,Carlo Ebbli, con una profonda preparazione sia anestesiologica (perfezionata a Stoccolma) che pneumologica (approfondita a Sondalo), vince nel 1954 il posto di Aiuto anestesista e, nel 1957, quello di Primario del Servizio di Anestesia con annesso Servizio dì Broncologia,Fisiopatologia respiratoria e, quindi, Terapia del dolore e Centro cefalee. È da ritenere come il primo o fra i primi Primari Anestesisti italiani. Egli è stato anche Vice-Presidente della SIA. Rilevanti le sue ricerche sulle reazioni allergiche ai farmaci.
       A lui succederà per un breve periodo il dott. F.Bobbio Pallavicini e quindi i dottori P. Bartolini e G.Giasotto e ultimamente il dott G.Vecchietti.
      Ad Albenga , furono Primari i dott P.Bartolini, G. Vecchietti e G.Barabino.
      Nell’ Ospedale Santa Corona in Pietra Ligure ad Aldo Visca, Primario dal 1960, seguirà Ermanno Geddo, prematuramente scomparso nel 2000, seguito dal dott L.Rossi e dal dott G.Mascotto . Dal 1987 invece è Alessandro Dagnino ad organizzare e dirigere il Centro di Rianimazone.


Stemma di Imperia        Passando poi alla provincia di Imperia ricordiamo anzitutto Giovanni Santini è per molti anmi Primario a Imperia seguito da Ezio Grosso e dalla d.ssa G Borrello, mentre a San Remo al Senatore prof Rovere succede il prof. Ercolano Campagnoli, seguito dal dott P.Riverso.



Stemma di Genova        Nella provincia di Genova rammentiamo, a ponente, il primariato di Voltri, retto dalle d.sse M.R.Antola, A.M.Guerrieri, M.Cuneo; il primariato di Sestri Ponente diretto dai dott L.Semino ed A.Venturini, quello di Rivarolo diretto da A.Roncallo, M.Cuneo e G.Grondona.
      Nel centro cittadino, all’Ospedale Evangelico la d.ssa C.Roccatagliata è succeduta ai dott G.C. Drocchi e P.G.Calandri ; all’IST dopo G.C.Mereto troviamo il dott F.Nicosia ed ancora il dott P.G.Calandri. Nell’Ospedale di Sampierdarena, al Prof. Muzzulini seguirono G.C. Mereto, P.G.Calandri ed A. Guarino.
       Nel levante genovese, agli ospedali di Nervi–Recco fu nominata Primario la d.ssa Jole Rinaldi, seguita dal dott. P.G.Calandri ed attualmente, a Recco, dal dott A.Quarati.
       Agli Ospedali di Rapallo–S.Margherita fu Primario il prof. G.L.Bruno, seguito dal dott Mazzarello, mentre a quelli di Chiavari-Lavagna al dott G. Gazzano seguì il suo Aiuto dott. R.Casigliani. A Sestri Lev. Troviamo infine il dott E. Perazzo.


Stemma dell'Università di Genova        Opportuno ritornare ora sulle vicende universitarie con la chiamata (1967), a ricoprire la Cattedra di Anestesia, di Angelo Domenico Cattaneo.
Torinese puro sangue si era formato alla scuola di A. M.Dogliotti e di E. Ciocatto, conseguendo la specializzazione nel 1952. Vincitore di una borsa di studio per gli USA aveva frequentato la prestigiosa Mayo Clinic e, al ritorno in Italia, in qualità di assistente straordinario aveva preso servizio presso la Patologia Speciale Chirurgica dell’ Università di Parma ove insegna presso la Scuola di Specializzazione di quella Università.
       Conseguita la Libera Docenza nel 1958 seguiva il professor Battezzati a Genova ove, dopo essere riuscito idoneo nel concorso a Cattedra, bandito dall’ Università di Catania, veniva chiamato nel 1967 a ricoprire, in qualità di Professore straordinario, la Cattedra di Anestesiologia.
Di non facile carattere, improntato ad una tassativa e pragmatica rigidità di principi, seppe costituirsi una schiera di validi collaboratori, insieme ai quali, nel 1969, dava vita all’ Istituto di Anestésiologia e, quindi, di Anestesiologia e il Rianimazione, assumendo, nel contempo, la direzione della Scuola di Specializzazione.
       Intraprese, non senza difficoltà, l’arduo compito di riunire gli anestesisti che dirigevano i Servizi divisionali delle varie Cliniche e Istituti universitari, riuscendo a modificare una situazione ormai consolidata da anni.
       Ricorderemo, fra i molti, alcuni nomi dei suoi collaboratori: A. Barbara, successivamente Prof. Associato in Terapia Intensiva ed in Anestesiologia e Rianimazione; O. Barbieri, C. Launo, che diventerà Prof. Associato di Fisiopatologia e Terapia del dolore e, in seguito, in Anestesiologia e Rianimazione, oggi Professore ordinario nella materia; A.Rivara ;D.C. Roccatagliata; C. Siani, divenuta successivamente Prof. Associato di Anestesiologia e Rianimazione e, quindi,Prof. Ordinario di Anestesia Generale e Speciale in Odontostomatologia e, nel contempo, con funzioni primariali, del Centro di Chirurgia Generale e dei Trapianti; J. Zattoni, che gli succederà nella direzione dell’ Istituto nel 1991.
       Seguirà la realizzazione del Centro di Rianimazione (1974) e dell’ Ambulatorio di Terapia Antalgica (1988).
       Così ricordata, sembra una logica successione di eventi ma chi ha esperienza e memoria delle vicende ospedaliere ben sa quanto, nel recente passato, fosse difficile riuscire ad ottenere e realizzare qualcosa nelle consolidate situazioni di contrapposizione, vigenti fra Amministrazioni universitarie ed ospedaliere.
       Cattaneo, coerente al rigore della sua personalità, organizza la produzione scientifica personale e dei suoi Collaboratori, non pubblicata se non corrispondente a rigidi principi di impostazione e di coerenza.
       A Cattaneo dobbiamo la traduzione e la conseguente diffusione in Italia di opere quali la “ General Anaesthesia “, di Evans e Gray ed un impulso alla diffusione di moderni concetti statistici nella nostra Specialità.
       Analoghi principi di rigorismo attuò anche nella sua Presidenza della SIAARTI dal 1972 al 1974 di cui fu espressione la costituzione di una Segreteria Tecnica Permanente al fine di porre rimedio ai periodici cambi presidenziali, ed una speciale cura, da lui definita “da buon genovese" del bilancio della Società, particolarmente orgoglioso di aver riportato un attivo di oltre 20 milioni dell’epoca.
Non esitò, infine, di fronte ad una piccola epidemia di colera, a rinviare di un anno il Congresso nazionale che si sarebbe dovuto tenere a Taormina.
       Molti di noi lo ricordano con affetto pur non dimenticandone il carattere ipercritico che lo aveva portato ad una rarefazione della partecipazioni a congressi e riunioni della Società. Lasciò l’insegnamento, per raggiunti limiti di età, nel 1993, spengendosi 1’8 marzo 1997.

       Janco Zattoni subentrò nel 1993 nella Direzione della Scuola di specializzazione e, nel 1995, nella Direzione dell’ Istituto e del collegato Servizio Universitario di Anestesia e Rianimazione, direzione invero da lui rifiutata nel 1995 con molto coraggio e dignità, causa l’inadeguatezza dell’organico ed accettata, solo, allorché le Amministrazioni si impegnarono a fornire le unità mancanti.
       Si era formato nello Studio bolognese, nel vasto ambito della fisiopatologia neurologica, con particolare interesse allo studio del sonno, ivi compreso il sonno farmacologico ed anestetico, in particolare, e gli stati di corna correlati. Questi particolari interessi crearono l’unione e l’amicizia con Carlo Cetrullo con il quale aveva svolto la relazione ufficiale al Congresso Nazionale, tenutosi a Bologna nel 1963.
      In precedenza aveva effettuato uno stage presso I’ Istituto di Neurochirurgia dell’ Università di Genova, ove viene nominato Assistente straordinario nel 1963 e, nel 1970, Aiuto.
Conseguirà l’anno successivo la Libera Docenza e l’idoneità alla Cattedra, conseguente il trasferimento, in qualità di Aiuto, (1972), presso l’Istituto diretto da A. Cattaneo ove, nel 1983, diviene Professore Associato di Anestesia Generale e Speciale in Odontostomato1ogia ed Ordinario di Anestesiologia e Rianimazione, nel 1986. Sette anni dopo, come già ricordato, diventerà Direttore di quell’ Istituto e di quella Scuola di Specializzazione in cui, già da anni, prestava il suo qualificato insegnamento.
       L’ambito delle sue ricerche si era gradatamente avvicinato ai problemi anestesiologici e rianimativi, venendo ad indagare, in successione, le varianti fisiologiche, patologiche e farmacologiche del livello di coscienza, le problematiche della neuroanestesia, della rianimazione cerebrale, delle variazioni della pressione intracranica anche sotto l’effetto degli anestetici e tutto ciò, oltre ai tradizionali ambiti della specialità, quali lo studio dei nuovi anestetici, il miglioramento della assistenza respiratoria, l’inquinamento delle sale operatorie, eccetera.
Riesaminando tutto ciò ci sentiamo autorizzati a concludere che con Zattoni si è verificato nel settore della neurologia una completa e promettente unione fra fisiopatologia neurologica e la sperimentazione ed applicazione clinica anestesiologica.

       Clelia Siani vive completamente presso I’ Università di Genova tutta la sua carriera, dalla Specializzazione, conseguita nel 1967, alla Cattedra di Anestesia Generale e Speciale nel corso di laurea in Odontoiatria, attraverso le progressive, sofferte tappe dall’ assistentato volontario a quella di Aiuto presso la Clinica Chirurgica e l’Istituto di Anestesia. DaI 1994 dirige, con competenza, il V Servizio di Anestesia e Rianimazione ed il Centro Trapianti, dal 2004 il Servizio Universitario di Anestesia e Rianimazione e la Sezione Anestesia DISCAT dell’ Università.

       Claudio Launo ha compiuto, fin da studente, la sua scelta per la Specialità discutendo una testi dal titolo: “ Applicazione della teoria decisionale nella valutazione del Rischio Operatorio", conseguendo la lode e la medaglia d’argento. Analogamente con lode il diploma di specializzazione. Dal 1980 è Prof. Associato di Fisiopatologia e Terapia del Dolore, afferendo dal 1997, alla Sezione di Anestesia e Rianimazione del Dipartimento di Scienze Chirurgiche Specialistiche di Anestesiologia e Trapianti d’Organo.
       Dal 2000 idoneo a ricoprire il posto di Prof. di prima fascia alla Università di Trieste , dal 2001 è chiamato a ricoprire il ruolo di Prof., dapprima Straordinario e poi Ordinario presso la Università di Genova.
Autore di numerose pubblicazioni scientifiche ha collaborato alla stesura di importanti trattati della materia ed ha svolto relazioni a congressi internazionali, conseguendo anche lusinghieri premi scientifici.


       Termina, così, questa modesta revisione sull’attività dei Colleghi liguri fin dal nascere della Specialità. Colleghi sempre attivi, laboriosi e composti nella loro attività. Non si può non rimanere colpiti dall’orgoglio manifestato dai primi “ narcotizzatori “ per tale loro scelta, orgoglio che si è, opportunamente, mantenuto fino ai giorni nostri.
       Lungi da me la presunzione di avere tutto rinvenuto e di non aver nulla trascurato e di ciò chiedo venia ai Colleghi cui mi legano antichi vincoli di cara amicizia e di molti ricordi.




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